Gestire un’azienda audioprotesica non è facile: le necessità oggi, secondo l’ANA

Fra le novità dei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza di recente approvati dal Ministero della Salute, gli audioprotesisti italiani adesso chiedono deroghe e modifiche: dialogo aperto per ottenerle.

Quale normativa in Italia, pure la più attesa e la più elaborata, non richiede deroghe e modifiche, comportando ulteriori ritardi per la sua corretta e soddisfacente applicazione? Purtroppo i nuovi LEA, per l’aggiornamento dei quali il sistema sanitario nazionale, gli operatori e i pazienti hanno aspettato molti anni, non fanno eccezione. Salvatore Regalbuto, presidente dell’ANA, l’Associazione Nazionale Aziende Audioprotesiche, spiega i dettagli significativi che si nascondono nelle pieghe legislative e sostiene la necessità oggi di apportare importanti cambiamenti al dispositivo pubblicato pochi mesi or sono nella Gazzetta Ufficiale. Cambiamenti per i quali, appunto, è già stato aperto un dialogo istituzionale con il governo. Per fare qualche esempio, gli apparecchi acustici vengono qui considerati come dispositivi medici di serie da acquistare a gara dalle Aziende Sanitarie Locali e, nonostante venga riconosciuto il ruolo professionale dei tecnici audioprotesisti per l’applicazione degli ausili con interventi di adattamento personalizzato ai pazienti, la conseguente contraddizione è che le persone affette da disturbi audiologici rischiano di trovarsi tutte protesizzate con gli stessi strumenti derivanti da quel tipo di forniture, se si rivolgono al servizio pubblico, facendo venire meno il principio della riabilitazione su misura.

Claudia Patrone

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