Con l’introduzione nei LEA gli screening neonatali saranno finalmente universali

Prestazioni percettive e linguistiche dei bambini affetti da sordità sono migliori con la diagnosi precoce effettuata nei primi tre mesi di vita grazie allo screening audiologico neonatale universale.

Ha capito chiaramente questo già da tempo, la comunità scientifica impegnata in audiologia. Eppure, finora, una procedura semplice ed economica come quella utilizzata per testare l’abilità uditiva di tutti i bambini appena nati, nei reparti di maternità, è stata applicata in maniera difforme sul territorio nazionale italiano, poiché l’organizzazione di competenza regionale ha comportato spesso disomogeneità anche significative nelle diverse aree. Oggi, con l’introduzione obbligatoria dello screening nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza approvati dal Ministero della Salute, un importante passo avanti verso un’equità di trattamento nei centri di nascita è stato fatto. Elio Marciano di Napoli illustra lo stato dell’arte e ricorda le tappe del percorso di diagnosi e cura tempestive che consentono, grazie alle conoscenze mediche e alle tecnologie disponibili, di contrastare la sordità fin dai primi mesi di vita, consentendo a tutti i bambini – di fatto – un recupero sensoriale e di sviluppo pari a quello dei normoudenti.

Claudia Patrone

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