«È l’approccio olistico il futuro della riabilitazione, e anche nell’audiologia»

Ha puntato l’attenzione su un approccio olistico al paziente audiologico, introducendo concetti inediti e decisamente interessanti per gli operatori: intervista ad Aldo Messina, Università di Palermo.

La causa, di tipo vascolare, che si trova alla base dei problemi di udito è presumibilmente la stessa che origina disturbi neurologici significativi, ad esempio il morbo di Parkinson, sostiene il professore: ed è stato dimostrato che i pazienti affetti da ipoacusia severa presentano il 4%-5% di possibilità in più degli altri individui di contrarre quelle patologie. L’applicazione di apparecchi acustici, in questo caso, attenua i sintomi e agisce in favore della neuroplasticità cerebrale: cosa che aiuta le persone affette da perdita di udito a ridurre la comorbidità. Il direttore di Audiologia dell’ateneo palermitano ha condotto ricerche personali sulla popolazione anziana che – si calcola –fra non molto ammonterà a cinque miliardi di soggetti nel mondo: «In età avanzata non dobbiamo parlare di malattia – sostiene Aldo Messina – ma piuttosto di una resa dei conti, rispetto a tutti gli insulti che un organismo ha ricevuto in tanti anni di vita». Inquinamento, alimentazione e comportamenti scorretti si pagano: ad esempio, i metalli pesanti presenti nella dieta, nell’acqua e nell’ambiente sono stati oggetto di un’interessante ricerca dello specialista, al fine di dimostrare quanto possano danneggiare il sistema nervoso centrale. Per questo un approccio olistico ai pazienti, non soltanto audiologici, viene qui considerato come il futuro della riabilitazione sanitaria.

Claudia Patrone

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