Zona aperta per la professione di oggi: il 103° SIO, visto dal presidente Filipo

La conclusione del 103° congresso SIO di Roma nel commento del presidente uscente Roberto Filipo: un evento vicino a tutti i colleghi, non più caratterizzato da argomenti imposti da pochi specialisti.

«Mi sembra che il risultato sia positivo», ha considerato con soddisfazione l’otoiatra romano al termine dei quattro giorni di lavori. «Ho voluto proporre un programma scientifico che incontrasse le esigenze e gli interessi di chi ogni giorno si occupa dei pazienti negli ospedali e sul territorio, che magari vuole anche approfondire la conoscenza di tematiche insolite e di patologie che oggi sono emergenti». Inoltre, l’ipoacusia sta assumendo un peso rilevante anche in conseguenza dell’allungamento della vita, per non parlare delle vertigini che interessano fasce importanti di popolazione, se è vero che il 30% dei cittadini ha sofferto almeno una volta di un episodio significativo. È importante portare queste materie anche nei congressi specialistici come quello della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale – ritiene Filipo – poiché negli ambulatori di tutta Italia a questi medici viene chiesto di trattare pazienti che ne soffrono. Il professor Filipo, che vanta una lunga esperienza nel settore, traccia poi un’interessante analisi di come sono cambiate nel tempo le professioni sanitarie coinvolte nel processo di diagnosi e cura, guardando alle prossime sfide che il futuro certamente porterà.

Claudia Patrone

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