Con Antonio Della Volpe, il messaggio pubblicitario come un’intervista di Med-El

Antonio Della Volpe all’ospedale di Napoli. © Antonio Della Volpe

Basta conversare con uno dei massimi esperti di chirurgia dell’orecchio per scoprire una chirurgia innovativa basata sulla tecnologia 3D su una bambina di quattro anni. Messaggio pubblicitario Med-El.

È stata di recente trattata, presso l’ospedale “Santobono-Pausilipon” di Napoli, una grave malformazione congenita all’orecchio di una piccola paziente di quattro anni, con la tecnologia 3D. Il direttore dell’Unità di Chirurgia Protesica della Sordità Infantile del nosocomio campano, Antonio Della Volpe, ci descrive l’operazione.

L’intervento ha riguardato una bambina di quattro anni e mezzo. Si era rivolta al nostro centro per un problema di ipoacusia relativa ad un’atresia auris all’orecchio destro: la paziente manca totalmente di padiglione auricolare, condotto auditivo esterno, timpano e catena ossiculare. Questo crea un deficit uditivo di tipo trasmissivo a destra, che determina un notevolissimo problema di apprendimento scolastico. Benché ancora all’asilo, i genitori avevano notato una difficoltà nell’attenzione di alcuni elementi quali la working memory, che sappiamo essere correlata all’ipoacusia monolaterale single-side deafness. Partendo da questi dati, abbiamo deciso di utilizzare una protesi impiantabile, che offre un’amplificazione maggiore dal punto di vista audiologico rispetto ad altri sistemi esterni di protesizzazione. L’atresia auris è una malformazione che di solito riguarda anche le strutture nobili presenti nel nostro temporale, che in condizioni normali hanno una precisa posizione anatomica, per cui quando si procede con la chirurgia i vari step procedono secondo punti di repere. In una situazione malformativa come questa, tutto ciò non può accadere e quindi, per effettuare un intervento in tutta sicurezza, siamo partiti da immagini TAC ad alta risoluzione e, mediante un software specifico utilizzato da ingegneri biomedici, abbiamo fatto una ricostruzione tridimensionale dell’osso temporale. Il passaggio successivo è stata la stampa in 3D, con cui abbiamo ricostruito un modellino in plastica della mastoide, di tutta la squama del temporale della bambina. Il modello ci ha permesso di fare una sorta di prova chirurgica sulla mastoide della bambina, individuando con precisione il punto di alloggiamento del Bonebridge BCI 602. Per quanto sia una protesi impiantabile a conduzione ossea di ridotte dimensioni, rispetto a quella precedente, richiede un alloggiamento nella squama del temporale che nel caso di un bambino talvolta può essere difficoltoso, soprattutto in un soggetto che potrebbe avere anomalie congenite nel decorso del facciale del seno laterale. Il nuovo sistema ci ha abbreviato molto i tempi chirurgici, sia per la facilità dell’inserimento della protesi stessa, sia grazie all’attenta programmazione preoperatoria effettuata.

Quali sono i vantaggi del nuovo impianto Bonebridge?

Da anni ci occupiamo del problema della sordità infantile, sia delle forme neurosensoriali sia delle forme trasmissive. Il “Santobono” è il centro di riferimento regionale per gli impianti cocleari e collaboriamo già da anni con Med-El. Nel passato, abbiamo sempre riscontrato una certa difficoltà da parte dei genitori dei pazienti nell’accettare le precedenti generazioni di protesi ad ancoraggio osseo, in modo particolare le protesi di tipo percutaneo, che hanno un pilastro che viene infisso nel temporale, che passa attraverso la cute, a cui poi si attacca la protesi.

Il sistema Bonebridge è invece una protesi impiantabile transcutanea, posizionata completamente sotto cute. Per effettuare l’alloggiamento della parte attiva della protesi, è sufficiente una fresatura ridotta della squama del temporale e la parte esterna è rappresentata da un piccolo audioprocessore, di dimensioni estremamente ridotte e comodo da indossare. Il vantaggio estetico si unisce a quello dell’impianto totale, per cui abbiamo accolto con grande entusiasmo il nuovo sistema.

Anche a livello procedurale l’impianto è più semplice?

Assolutamente sì. Dal punto di vista procedurale l’impianto è più semplice, ma richiede naturalmente un’attenta valutazione anatomica nel caso delle malformazioni.

Quali sono le patologie che possono essere trattate attraverso questo device?

Tutte le forme di ipoacusia trasmissiva, come l’atresia auris, gli esiti della chirurgia dell’otite cronica, o di patologie come il colesteatoma, ad esempio. In campo pediatrico, generalmente possono essere trattate le malformazioni dell’orecchio esterno, sia monolaterale che bilaterale.

Info: Med-El.

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