Donne e adulti non ancora settantenni rischiano la depressione, per un’ipoacusia

Studio

Gli adulti non ancora settantenni e le donne sono i soggetti che, in caso di perdita uditiva, incorrono più facilmente nel rischio di cadere in depressione. © Jean François Perboire – Fotolia.com

L’ipoacusia potrebbe condurre alla depressione alcuni soggetti particolarmente sensibili, secondo uno studio americano. Fra questi, soprattutto le donne e gli adulti non ancora settantenni corrono un rischio più elevato di cadere nella patologia nel caso in cui la loro capacità di sentire si riduca.

La scoperta porta la firma di ricercatori statunitensi, che hanno analizzato i dati del U. S. National Health and Nutrition Examination Survey: il rapporto ha coinvolto diciottomila adulti maggiorenni. Cercando di leggere queste informazioni sanitarie, il gruppo di studiosi – appartenente al National Institute on Deafness and Other Communication Disorders negli Stati Uniti – ha appunto voluto indagare il legame fra il deficit uditivo e la depressione.

E le conclusioni, pubblicate sul Journal of the American Medical Association di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Testa e Collo, sono apparse abbastanza evidenti: fra coloro che avevano dichiarato un’eccellente esperienza uditiva, appena il 5% è risultato cadere in depressione. Questa percentuale è salita al 7% considerando i soggetti con un buon udito. Mentre, fra le persone che lamentavano una maggiore compromissione della capacità sensoriale, quelle che si sentivano depresse erano addirittura di numero pari a 11,4%. È inoltre interessante notare che, invece, i partecipanti allo studio affetti da sordità sono sembrati pressoché immuni alla depressione, con un tasso irrisorio pari a 0,06% appena. Ancora, se si guarda a qualsiasi grado di perdita uditiva, sono in particolare le donne le pazienti più a rischio di cadere in depressione, con una percentuale vicina al 15% che ne ha mostrato i sintomi, trasversalmente ad ogni età, a fronte del 9% degli uomini.

Il problema che emerge dall’analisi sarebbe la mancanza di comunicazione, una condizione che spesso viene subita da chi perde l’udito. Ciononostante, i ricercatori ribadiscono che una relazione causa-effetto fra l’ipoacusia e la depressione non è nota. Eppure, il direttore del Consiglio Nazionale sull’Invecchiamento negli Stati Uniti, James Firman, ha dichiarato di non essere sorpreso dai risultati dell’indagine: «Le persone affette da una perdita uditiva, in particolar modo quelle che non portano apparecchi acustici, trovano molto più difficile comunicare con il prossimo, anche in situazioni familiari, ritrovi sociali o al lavoro», è la sua convinzione. Sulla base di questo studio, in ogni caso, gli autori raccomandano a chiunque pensi di poter avere una perdita della capacità uditiva di rivolgersi ad un professionista sanitario della cura della sordità, al fine di testare il proprio udito.

Info: Hear-it.

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