Tecnologia “incorporata” e intelligenza artificiale. Quale audiologia nel 2031?

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Josh Riemer - Unsplash

I giornalisti di Parresia hanno realizzato un’inchiesta tra esperti e addetti ai lavori di vari paesi tra cui: Regno Unito, Francia, Danimarca. Molti di loro immaginano un avvenire radioso, dove la tecnologia avrà un ruolo determinante. Anche in questo panorama, non mancheranno però le zone d’ombra.


 

Come sarà il settore dell’audiologia tra dieci anni? I giornalisti del nostro portale inglese Audiology-Worldnews, hanno intervistato varie personalità del settore, attive in vari paesi.

Dalle loro risposte una realtà fatta di automatismi in cui la tecnologia è incorporata quasi come una "appendice" dell'organismo.  L’obiettivo è quello di ottenere un’ottima qualità dell’udito in qualsiasi situazione, grazie anche ad autoregolazioni permanenti.

Ecco la lista degli intervistati, con i link ai rispettivi articoli:
- dottoressa Gaby Sanders(Regno Unito),
- dottor Thomas Behrens(Danimarca),
- dottor Christophe Micheyl(Francia),
- professoressaHelen Cullingthon(Regno Unito)
- dottor Jean-Luc Puel(Francia).

 

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