Hanno disturbi dell'udito indotti da cisplatino i bambini trattati per il cancro

Studio

Lo studio condotto negli Stati Uniti mira a definire la prevalenza e i fattori di rischio per l’ipoacusia in quei pazienti pediatrici. © Med-El

È uno studio che cerca di stabilire eventuali nuovi parametri di riferimento per la prevalenza dei disturbi dell'udito indotti da cisplatino nei pazienti pediatrici affetti da cancro e trattati con farmaci chemioterapici a base di questa sostanza, quello che arriva da un gruppo di ricerca americano.

Grande obiettivo si prefigge il tema, che infatti impone di affrontare le persistenti lacune di conoscenza in ambito di ipoacusia indotta dal cisplatino, stabilendo parametri di riferimento per la prevalenza e i fattori di rischio di questa importante conseguenza terapeutica. Il metodo impiegato per l’indagine deriva dalla revisione centrale dell'audiologia e dalla classificazione dei disturbi dell'udito indotti da cisplatino, con l'impiego del consenso International Society of Pediatric Oncology – SIOP – Boston Ototoxicity Scale. È stata valutata la prevalenza dei disturbi dell'udito indotti da cisplatino moderati o gravi – grado della scala SIOP ≥2 – all'ultimo follow-up e alla fine della terapia, in ciascun gruppo demografico, diagnostico e di trattamento, e relativo contributo al rischio di quei disturbi. Gli endpoint secondari hanno esplorato le associazioni di riduzioni della dose di cisplatino e dei disturbi dell'udito indotti dalla sostanza con la sopravvivenza. Da cui l'esame del fatto se le riduzioni della dose di cisplatino e dei disturbi dell'udito conseguenti fossero associati agli esiti di sopravvivenza. Il campione di riferimento ha arruolato bambini da zero a quattordici anni, adolescenti e giovani adulti fra i quindici e i trentanove anni, con diagnosi di tumore trattato con cisplatino da centri oncologici pediatrici che avevano informazioni disponibili sul dosaggio del farmaco.

I risultati hanno indagato e concluso che l'audiometria disponibile all'ultimo follow-up – 3,9 anni in media dalla diagnosi, con deviazione standard di 4,2 – dei millequattrocentoquattordici partecipanti, il 95,5% del totale, lascia intendere che seicentoventi pazienti – il 43,8% – hanno sviluppato l'ipoacusia indotta dal cisplatino nella forma moderata o grave. La più alta prevalenza di ipoacusia è stata osservata nei pazienti più giovani – di età inferiore ai cinque anni, per un totale di trecentosessanta bambini su seicentosei, il 59,4% – e in quelli con un tumore del sistema nervoso centrale, ovvero duecentoventuno su quattrocentotrentaquattro pari al 50,9% dei pazienti, con epatoblastoma – centodieci su centosessantasette, il 65,9% – o con il neuroblastoma, centocinquantaquattro su duecentoquarantotto vale a dire il 62,1%.

Le conclusioni dello studio stabiliscono parametri di riferimento per la prevalenza dei disturbi dell'udito indotti da cisplatino nei pazienti così trattati. Le variazioni nel dosaggio del cisplatino conferiscono un rischio aggiuntivo per lo sviluppo dei disturbi e richiedono indagini come potenziale approccio per ridurre il carico della terapia.

Fonte: Diana J Moke et al., “Prevalence and risk factors for cisplatin-induced hearing loss in children, adolescents, and young adults: a multi-institutional North American cohort study”. The Lancet. DOI: 10.1016/S2352-4642(21)00020-1.

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