Grandi problemi alla comunicazione: le mascherine in audiologia sono un bavaglio

Studio

I risultati più significativi in merito allo studio sulla comunicazione in tempo di epidemia. © Gabrielle H. Saunders, Iain Jackson e Anisa Visram

Durante i giorni dell’epidemia da Covid-19 sono innumerevoli le difficoltà che di continuo le persone si trovano a dover affrontare. Nel caso di individui affetti da disturbi di udito, non è una sorpresa che il massiccio uso delle mascherine determini un ostacolo non indifferente alla comunicazione.

Facile, infatti, capire che l'uso delle coperture per il viso, proprio come i dispositivi di protezione individuale con cui tutti gli operatori – sanitari e non soltanto – sono obbligati a lavorare in questo periodo, finisce per lasciare i pazienti e i professionisti della riabilitazione uditiva nella fatica di impegnarsi ulteriormente per provare a legare meglio dal punto di vista della relazione e comunicare come è possibile, facendo sforzi che vanno ben oltre l’ordinario. Ciò che era già evidente a chi da anni si occupa di queste tematiche, l'ha sottolineato lo studio dell'Università di Manchester in oggetto.

La ricerca ha cercato di rispondere innanzitutto alla seguente domanda: a coprire il viso con la mascherina come ci si sente? Come mostrano i grafici della tabella pubblicata in questa pagina, gli intervistati che hanno risposto al questionario non hanno lasciato dubbi sul fastidio che le mascherine procurano loro: l’impatto va dall’aspetto uditivo vero e proprio ad una sensazione di costrizione, dalla comprensione delle parole alla consapevolezza della mancanza di connessione con l’ambiente circostante. La possibilità di valutare il disagio andava da “molto più o molto meno difficile” a “più o meno difficile”, a “nessun effetto o meglio”, a “più o meno facile”, a “molto più o molto meno facile” – queste due ultime opzioni, praticamente, non sono quasi state considerate dai soggetti coinvolti nel campione.

La questione è che coprire il viso con la mascherina durante il lavoro ha causato diverse reazioni, così riportate: dall'orrore, alla buona disposizione e, persino, all'accettazione della doppia protezione. Le aziende del settore dell'udito e le categorie professionali hanno cercato soluzioni costruttive, fornendo linee-guida e consigli, mentre molti ricercatori e clinici hanno creato un dibattito sull'impatto nel contesto della comunicazione per chi è affetto da disturbi e per chi ha il compito della cura e dell’assistenza. Le conclusioni degli studi condotti all'Università di Manchester suggeriscono che la comunicazione è ostacolata dalle mascherine, siano opache o trasparenti – benché su queste inizialmente si custodisse qualche speranza, perché consentono di vedere labbra e volti.

Con il gruppo di ricerca del ManCAD – Manchester Center for Audiology and Deafness lavora Gabrielle Saunders. © Sedsel Brøndum Lange

Info: ManCAD – Manchester Center for Audiology and Deafness.

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