Con l’autunno del Covid-19, la cura dell’udito diventa sempre più personalizzata

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Gestire i pazienti su misura: al protocollo dell’Ida Institute è dedicata la prima pagina dell’ultimo numero della rivista. © Parresia

Hanno elaborato un approccio consolidato, in uno dei centri di cura più influenti a livello internazionale, che si conferma un'ottima soluzione per ovviare alle necessità del distanziamento: dall'Ida Institute, il modello della riabilitazione uditiva personalizzata è approfondito sull’ultimo numero.

Assolutamente, la prima regola da ricordare è che i pazienti non sono tutti uguali. In conseguenza, i trattamenti terapeutici dovrebbero essere improntati ad un'assistenza mirata e su misura. Il modello dell'Ida Institute, illustrato in un'intervista da Lise Lotte Bundesen, direttrice generale, funziona ed è un esempio internazionale proprio per questo. I nuovi bisogni in relazione alla pandemia, che insistono in particolare sulle distanze interpersonali, diventano l'occasione di sperimentare, anche in Italia, i protocolli impiegati in Danimarca grazie alla tecnologia: in tal modo, il problema di oggi incrementa il servizio professionale in audiologia di domani. È il primo approfondimento a cui è dedicata la prima pagina del numero autunnale della rivista Audio Infos Italia, che affronta la stagione – che, di solito, è arricchita dai più importanti appuntamenti congressuali e commerciali del settore – con lo spirito di chi accetta i cambiamenti indotti dalla nuova realtà e cerca di adattarsi guardandosi intorno, alla ricerca di ciò che appare.

Ha richiesto di adeguare anche le prospettive formative, questo periodo senza eventi in presenza: dunque, particolarmente ricco e ispirato si conferma l'approfondimento pubblicato da Elio Cunsolo, esperto del Policlinico di Modena, per la rubrica Bella Otorinolaringoiatria, che ripercorre la grande storia di Prospero Menière e della patologia che ne ha preso il nome, esplorando i pazienti eccellenti dei secoli passati e lasciandosi guidare dai documenti antichi, dall’arte e dalle vite di chi ci ha preceduto. Hanno poi, come sempre, uno spazio di rilievo le interviste: prosegue, infatti, il confronto a posteriori sui problemi portati dalla pandemia e i protagonisti della seconda puntata sono degni degli interessanti contributi alla riflessione che hanno scelto di condividere. Si tratta del presidente della Lega del Filo d'Oro, Rossano Bartoli; dell'audioprotesista pensionato, oggi volontario dell’associazione Ascolta E Vivi Onlus di Milano, Danilo Buschi; del presidente e fondatore delle storiche conferenze sul lago di Como che sono globalmente conosciute come HEAL – Hearing Across the Lifespan, nonché ricercatore presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria dell’Istituto di Elettronica, Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni del Politecnico di Milano, Ferdinando Grandori. Inoltre, parla per conto dei produttori europei di audioprotesi il segretario generale EHIMA Stefan Zimmer.

Info: Audio Infos Italia 44/2020.

Claudia Patrone

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