Coronavirus: la crescente domanda di apparecchi acustici conosce una forte crisi

Mercato

Fatica molto durante l'epidemia il mercato audioprotesico, secondo i dati del presidente EHIMA Søren Nielsen. © EHIMA

Generale e drastico calo delle vendite è quanto è stato registrato finora, in questo 2020, nel mercato dei dispositivi per l’udito. È parso preoccupato, il presidente dell'Associazione Europea dei Fabbricanti di Dispositivi per l'Udito EHIMA, Søren Nielsen, che si è affidato ad un comunicato stampa.

Bastano le prime considerazioni in merito al forte e significativo ribasso nel mercato audioprotesico, in relazione ai mesi di emergenza epidemica, per capire che il problema è destinato a segnare una brutta crisi, nel corso del periodo storico che il mondo attraversa. Ciononostante, bisogna tenere ben presente che le esigenze alla base della domanda di riabilitazione dell’udito non sono mai venute meno presso i pazienti, che continuano a vivere nelle condizioni di poter e dover beneficiare degli ausili terapeutici: anzi, se possibile, in questo momento di distanziamento sociale, che ha visto balzare la comunicazione a distanza, sono proprio gli ipoacusici a soffrire ancora di più della fatica dell’ascolto.

Osservando i numeri, erano tre anni consecutivi che i dati di vendita degli apparecchi acustici in Europa conoscevano una crescita sostenuta: dal 2017 al 2019, rispettivamente per +5,7%, +6,5% e +6,4%, per un totale di oltre diciassettemila pezzi venduti l'anno scorso. È stato il Coronavirus, anche in questo caso, a cambiare il corso della storia: le chiusure primaverili degli esercizi commerciali di molti Paesi, nonostante ai centri acustici e agli audioprotesisti sia stato consentito di mantenere le attività in virtù dell'elemento sanitario insito del processo di riabilitazione uditiva, hanno scoraggiato la maggior parte dei pazienti e il primo semestre 2020 è stato chiuso con forti perdite. «Dall'inizio dei lockdown fino alla fine di giugno abbiamo assistito ad un drammatico declino globale del mercato», ha dichiarato il presidente EHIMA, esprimendo l'allarme per la situazione economica del settore: «L'ecosistema audioprotesico nel complesso sta soffrendo gravemente», ha aggiunto. È un problema di oggi, in ogni caso: nel lungo periodo, l'attenzione delle persone verso la riabilitazione dell'udito e l'elevata percentuale di bisogni insoddisfatti genereranno la ripresa. È tuttavia importante non tardare le cure, come sottolineano in ogni occasione possibile gli operatori: è ormai diffusa consuetudine ricevere consigli e trattamenti in teleaudiologia, per chi non desidera o non può recarsi nei centri acustici in questo periodo.

Sul numero di settembre 2020 di Audio Infos Italia, la nostra rivista dedica una specifica intervista al segretario generale dell'Associazione Europea dei Fabbricanti di Dispositivi per l'Udito EHIMA, Stefan Zimmer. Se pure le perdite commerciali che si registrano stanno ammontando a percentuali elevatissime, fino a -80% e anche superiori, sono senz’altro chiare le prospettive secondo gli esponenti dell’industria: «I bisogni uditivi crescenti sono più forti della pandemia», sostiene il portavoce del settore, suggerendo la strategia da studiare per resistere a questo periodo. «È impossibile valutare quando torneremo alla normalità in ciascuna regione del mondo. Eppure, i disturbi dell'udito non svaniscono se non vengono trattati».

Info: EHIMA – European Hearing Instruments Manufacturers Association.

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