“Burlo-Garofolo” all’avanguardia, con teleassistenza durante l’impianto cocleare

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Eva Orzan, prima da sinistra, guida l’équipe di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Materno Infantile “Burlo-Garofolo” di Trieste: in quest’epoca di epidemia, è stato possibile eseguire un intervento di chirurgia cocleare effettuando la verifica della funzionalità dell’impianto dalla sala operatoria collegata da remoto con i tecnici del fabbricante Med-El. © “Burlo-Garofolo”

Buone notizie di ripresa delle attività con ottimizzazione da smart working anche all’ospedale Materno Infantile “Burlo-Garofolo” di Trieste, dove i cambiamenti connessi all’epidemia da Covid-19 hanno portato innovazione addirittura in sala operatoria, con un inedito intervento di impianto cocleare.

Il traguardo di questa speciale chirurgia si deve al gruppo di lavoro guidato da Eva Orzan, direttore della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria e Audiologia, che ha condotto con successo l’impresa in modalità soft surgery su un paziente dodicenne, affetto da un’ipoacusia ingravescente che aveva già profondamente compromesso una vasta area di ascolto. Il piccolo paziente avrebbe ricevuto un impatto negativo nella qualità di vita, se avesse dovuto attendere ulteriormente il trattamento terapeutico a causa del periodo pandemico che stiamo vivendo. Invece, l’impiego della telemedicina ha introdotto un elemento decisivo nella procedura clinica, destinato a diventare d’ora in poi la pratica di elezione per questo genere di situazione: l’occasione è stata offerta dalla possibilità di instaurare un collegamento a distanza con i tecnici del fabbricante del dispositivo, l’austriaco di Innsbruck Med-El, al fine di eseguire direttamente un’innovativa e immediata verifica del funzionamento dell’impianto cocleare in teleassistenza. «In questo periodo di ridotta frequentazione dell’ospedale da parte di professionisti esterni – ha dichiarato il direttore Eva Orzan – abbiamo cercato di trovare un sistema per non interrompere l’attività di impianto cocleare nei casi che ritenevamo urgenti, come questo. La soft surgery aiuta a garantire che alcune strutture neurali ancora sane all’interno della coclea rimangano intatte, il che sarà fondamentale per consentire ai destinatari di un impianto cocleare di beneficiare di terapie o tecnologie future. La tecnica richiede una valutazione molto accurata della funzionalità dell’impianto cocleare, sia durante sia immediatamente terminato l’intervento. Siamo riusciti ad effettuare il sofisticato controllo grazie ai nostri tecnici con l’assistenza da remoto degli specialisti tecnici dell’azienda degli impianti cocleari che, nell’ultima fase dell’operazione, hanno potuto osservare l’inserimento dell’elettrodo all’interno della coclea e verificare immediatamente la risposta del nervo acustico del paziente e la preservata salute dei residui uditivi». In futuro, ha confermato la specialista, gli interventi più complessi saranno certamente condotti con la stessa modalità. «Il prossimo passo, che attueremo già al prossimo impianto, sarà misurare le risposte del nervo acustico simultaneamente all’inserimento dell’elettrodo, come ulteriore accurata verifica e conferma di preservazione uditiva», ha concluso.

“Burlo-Garofolo” protagonista anche di un corso ECM per apprendere la corretta tecnica di esecuzione dei tamponi nasofaringei e orofaringei per la diagnosi dell’infezione da Covid-19: il gruppo di relatori in prima linea nella comunicazione del distanziamento interpersonale preventivo. © “Burlo-Garofolo”
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