In merito all’attività degli audioprotesisti, la FIA pubblica le sue linee-guida

La legge, peraltro, permette l’apertura dei centri acustici esclusivamente per le prestazioni che l’audioprotesista giudichi non rinviabili e sempre previo appuntamento, al fine di evitare la permanenza del paziente nella sala d’attesa. Gli operatori devono lavorare attenendosi scrupolosamente ai protocolli di sicurezza anticontagio, garantendo l’accesso di un solo paziente alla volta e la distanza interpersonale di un metro.

Tenere il centro aperto, tuttavia, non è obbligatorio. È possibile, naturalmente a condizione che vengano tutelate tutte le persone coinvolte e vengano assicurate tutte le misure precauzionali richieste dalla legge. Se condizioni strutturali od organizzative lo impediscono, la struttura deve rimanere chiusa.

Da questo punto di vista, anche le possibilità di apertura non sono definitivamente valide per l’intero territorio nazionale. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 determina l’attività dei centri acustici quale erogazione di servizi sanitari essenziali per la cittadinanza, in particolare di tecnologia sanitaria, con la distribuzione di dispositivi medici. Ciononostante specifiche normative territoriali, emanate da enti locali, differiscono da queste disposizioni con indicazioni più rigide: è il caso, ad esempio, dell’Emilia-Romagna, dove il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha deliberato la chiusura di questi esercizi nelle province di Piacenza e Rimini, particolarmente devastate dalla diffusione preoccupante del Coronavirus.

Info: FIA – Federazione Italiana Audioprotesisti.

C. P.

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