In merito all’attività degli audioprotesisti, la FIA pubblica le sue linee-guida

Covid-19

Dalla Federazione Italiana Audioprotesisti, domande e risposte per dirimere l’esercizio professionale durante l’emergenza Coronavirus. © FIA

In questo periodo di emergenza sanitaria, i dubbi e gli interrogativi sui migliori comportamenti da adottare al fine di limitare al massimo i rischi di infezione si fanno insistenti in ogni ambito sociale. In merito all’attività professionale degli audioprotesisti la Federazione propone linee-guida.

Grazie al suo ruolo di rappresentanza della categoria, infatti, la FIA gestisce i giorni dell’epidemia rispondendo alle domande frequenti che gli audioprotesisti italiani possono porsi riguardo le esigenze di contenimento del contagio da Covid-19 durante l’esercizio lavorativo. In ottemperanza alle misure adottate dal Governo e dagli Enti territoriali, pertanto, la Federazione ha elaborato un vademecum per guidare i comportamenti degli operatori e presso i centri acustici.

Audioprotesisti e Covid-19: il vademecum della Federazione. © FIA

Venendo ai dettagli pratici, va detto innanzitutto che l’assistenza urgente – anche a domicilio – è consentita, poiché si tratta di una prestazione sanitaria legata a comprovate esigenze. Garantire le misure di sicurezza previste dalla legge, tuttavia, è prioritario: i centri acustici che non sono in grado di uniformarsi non possono essere aperti al pubblico e, se lo sono, è prevista la sanzione della sospensione dell’attività. Riguardo poi le famigerate mascherine, in assenza delle ffp2 e ffp3 la FIA suggerisce di adottare la misura precauzionale della distanza di un metro fra il paziente e l’audioprotesista; inoltre, nell’esigenza di svolgere atti urgenti che prevedano la vicinanza fisica fra i due soggetti, il consiglio guarda alle linee-guida dell’Istituto Superiore di Sanità, che indicano la generale adozione delle chirurgiche per tutti – in questo caso, sia il titolare o l’operatore del centro sia chi lo frequenta – per limitare al minimo i rischi.

Generalmente, le ragioni che hanno consentito fin da subito la mobilità dei cittadini, muniti di regolare autocertificazione, comprendono le necessità legate alla salute e, quindi, gli interventi urgenti per l’udito: pertanto, è senz’altro possibile accogliere in negozio i pazienti che ne hanno bisogno; in ogni caso, l’organismo di categoria consiglia di compilare un registro delle persone ricevute. La logica delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria prevede, inoltre, l’adozione di comportamenti finalizzati a limitare gli spostamenti alle assolute necessità, anche se questo significa cambiare le proprie abitudini: gli audioprotesisti, pertanto, sono invitati a suggerire ai propri pazienti di rivolgersi agli esercizi più prossimi al loro domicilio, laddove possibile, ad esempio per l’approvvigionamento delle batterie; se non ve ne sono o non risultano accessibili, gli operatori possono allora recarsi in casa dei clienti che ne facciano richiesta, per le consegne.

Le misure di sicurezza specifiche che bisogna prevedere per l’attività audioprotesica sono state tradotte in indicazioni pratiche, che la Federazione integra agli obblighi di legge come ulteriori precauzioni. Si possono riassumere in nove passaggi. La prima cosa da fare è un triage telefonico del paziente, la cui eventuale visita al centro acustico viene ponderata con l’aiuto di un questionario appositamente elaborato, al fine di verificare la totale assenza di sintomi riconducibili al contagio da Coronavirus, oltre che per raccogliere informazioni su spostamenti, viaggi e contatti con persone provenienti da zone a rischio; in caso di risposte positive, la persona in questione viene consigliata ad avviare le opportune azioni, restando in casa e contattando il medico di famiglia, la guardia medica o i numeri di emergenza regionali. In secondo luogo, in ogni caso è necessario evitare di avere più pazienti in sala d’attesa: al fine di garantire la distanza interpersonale di almeno un metro, la FIA raccomanda di organizzare gli appuntamenti in modo da lasciare un solo individuo per volta in attesa della visita. L’accesso alla zona operativa deve essere subordinato ad un accurato lavaggio delle mani, per almeno venti secondi, con saponi specifici e con eventuali ulteriori trattamenti con gel idroalcolici o a base di cloro; la possibilità di collocare all’esterno borse, telefoni ed effetti personali, inoltre, permette di lavorare in maggiore sicurezza. L’attenzione non è mai troppa: è infatti opportuno evitare che le persone che accedono al centro acustico tocchino le superfici, le maniglie delle porte e gli oggetti presenti. L’operatore e tutto il personale dello studio dovrebbero indossare i dispositivi di protezione individuale: i guanti monouso, anche doppi, previo accurato lavaggio delle mani, il copricapo in tessuto-non-tessuto, la mascherina, anche doppia, i calzari e il camice in tessuto-non-tessuto. L’aria e la ventilazione all’interno del centro, negli studi operativi e in sala d’attesa, vanno mantenute pulite con un adeguato ricambio, frequente e per lungo tempo, fra un paziente e l’altro. L’igiene è fondamentale anche sulle superfici, che vanno disinfettate scrupolosamente con prodotti idroalcolici o a base di cloro al cambio di ogni paziente: in particolare i luoghi con cui il visitatore esterno è venuto in contatto, come le sedie, il banco dell’accoglienza e tutti i vari servizi. Il personale va istruito sull’utilizzo e sullo smaltimento corretto dei dispositivi di protezione, che vanno trattati come potenzialmente infetti: la procedura di svestizione è il momento cruciale per eliminare ogni possibilità di contagio e richiede la massima attenzione nel riporre, nel sacco di rifiuti speciali, dapprima il primo paio di guanti, poi il camice, il copricapo, i calzari e le mascherine; quindi, gli occhiali e gli schermi protettivi devono essere detersi con i disinfettanti specifici; infine si toglie il secondo paio di guanti. L’ultimo consiglio riguarda l’arredo del centro: in questo periodo, infatti, è meglio allontanare dalla sala d’attesa tutti gli oggetti potenziali veicoli di contaminazione, come le cartoline informative di varia natura, libri, giornali e riviste, giocattoli, consolle e ogni altro accessorio.

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