È necessaria o no la mascherina per gli audioprotesisti? Confronto su The Lancet

Covid-19

Hanno avuto un’impennata in produzione e consumi i dispositivi di protezione individuale. © Parresia

Gestire i servizi più urgenti senza mascherina, perché non se ne trovano o perché sono state distribuite prioritariamente al personale sanitario in diretto contatto con i malati di Coronavirus, può essere un’eventualità da non escludere per gli audioprotesisti. Almeno nei primi giorni dell’epidemia.

La rivista scientifica The Lancet ha pubblicato un lavoro di un gruppo di ricercatori inglesi e cinesi sulla modalità più razionale di usare questi dispositivi di protezione individuale per proteggere se stessi e gli altri dal Covid-19.

Zero scuse: l’esplosione di questa pandemia ha travolto ogni Stato e ogni organizzazione, pertanto nessuno si è trovato preparato con le necessarie forniture. Gli audioprotesisti non sono tra i professionisti sanitari in prima linea, in stretta vicinanza con i pazienti contaminati, e non hanno avuto accesso prioritario alla distribuzione. Dunque è possibile che qualcuno abbia operato all’inizio mantenendo soltanto una distanza di sicurezza.

Facendo riferimento ai consigli formulati in Europa, per continuare a ricevere i pazienti, preventivamente selezionati al telefono con la conferma della prenotazione dell’appuntamento, al fine di evitare casi sospetti di Coronavirus e richieste non urgenti, in un primo tempo non è stato raccomandato di indossare la mascherina, eccezion fatta per l’ingresso in cabina audiometrica. Mentre alcuni Paesi hanno esteso l’obbligo a tutta la popolazione, come la Cina, la Corea del Sud e il Giappone, altri l’hanno sconsigliato. Difficile orientarsi. L’articolo di The Lancet introduce il concetto di uso razionale, in base al livello di esposizione e alle condizioni. Gli audioprotesisti che hanno praticato i servizi più urgenti senza mascherina si sono messi in pericolo? Quelli che l’hanno usata hanno privato gli operatori sanitari più a rischio di un bene essenziale? In quali casi è necessario averla?

Considerando l’attività del servizio al minimo, gli audioprotesisti si trovano nella stessa condizione dei commercianti, cioè con l’esigenza dello scambio di oggetti, con l’aggravante però di farlo con una categoria di persone vulnerabili. Di più, i malati asintomatici possono recarsi al centro acustico, o essi stessi possono essere asintomatici.

Bisogna riflettere altresì che l’articolo di The Lancet rileva che, oltre a una costante raccomandazione in tutti i Paesi del mondo, che consiste nel chiedere alle persone che avvertano sintomi da Coronavirus e al personale sanitario che cura i malati di indossare la mascherina, esistono differenze negli altri casi. Ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli Stati Uniti, la Germania e la Francia consigliano a chi è in buona salute di non averla, principalmente al fine di garantire le scorte ai sanitari che sono più esposti. Hanno dunque diversi comportamenti a seconda del luogo in cui si trovano, gli audioprotesisti: purché non ricevano pazienti sospetti con infezione da Coronavirus, se operano in Cina, in Giappone o ad Hong Kong devono essere dotati di una mascherina monouso ad uso medico, altrimenti in altri Paesi non è necessario.

Studiando la situazione insieme, gli autori dell’articolo provenienti dalla ricerca inglese e cinese notano, comunque, che portare tutti la mascherina potrebbe offrire una soluzione, nel senso che le persone asintomatiche non trasmetterebbero il virus, e raccomandano ai soggetti vulnerabili di indossare quella chirurgica se si recano al centro acustico. Gli specialisti hanno anche sottolineato che, specie all’inizio dell’epidemia, l’uso di mascherine si è diffuso tra la popolazione, persino con maschere respiratorie tipo antigas che, se utilizzate in modo improprio e con scarso ricambio, potrebbero presentare viceversa un rischio. Infine gli scienziati hanno suggerito che, appena possibile, sarebbe auspicabile distribuire prima questi dispositivi di protezione alle persone più a rischio, ovvero gli ultrasessantacinquenni e coloro che sono affetti da problemi di salute.

Fonte: Shuo Feng et al., “Rational use of face masks in the COVID-19 pandemic”. The Lancet 2020. DOI: https://doi.org/10.1016/S2213-2600(20)30134-X.


Fronteggiare una normale situazione di comunità: le raccomandazioni sull’uso delle mascherine (Fonte: The Lancet)

Organizzazione Mondiale della Sanità

Hanno necessità di indossare una mascherina solamente se si prendono cura di una persona sospetta di infezione da Sars-CoV-2 tutti coloro che si trovano in stato di buona salute.

Cina

Alle persone con rischio moderato di infezione è raccomandata la mascherina chirurgica o monouso ad uso medico: si tratta di chi lavora in zone a forte densità di popolazione, ad esempio gli ospedali e le stazioni ferroviarie, di chi ha vissuto o vive con qualcuno in quarantena, del personale dell’amministrazione pubblica, delle forze dell’ordine, della sicurezza e dei trasporti con mansioni attinenti al Coronavirus. Le persone con un certo rischio di infezione possono usare la mascherina monouso ad uso medico: sono quelle che si trattengono in zone densamente popolate come i supermercati o i centri commerciali, che lavorano al chiuso, che frequentano strutture sanitarie, ma non chi misura la temperatura corporea, inoltre quelle che si occupano di gruppi di bambini dai tre ai sei anni di età o degli allievi della scuola elementare. Le persone con un basso rischio di infezione non devono indossare mascherine o possono avere le protezioni non mediche, come quelle in tessuto: si tratta di chi resta a casa la maggior parte del tempo, di chi pratica attività all’aperto e di chi lavora e studia in aree ben ventilate.

Hong Kong

Fare uso di mascherine chirurgiche previene la trasmissione del virus respiratorio da persone malate. È indispensabile indossarle per chi ha sintomi, anche lievi. È consigliabile averle quando si viaggia sui mezzi pubblici o si frequentano luoghi affollati. È importante sistemarle correttamente e fare attenzione ad una buona igiene delle mani prima e dopo averle messe.

Singapore

Meglio portarle quando si manifestano sintomi respiratori, come tosse o rinorrea.

Giappone

Proteggersi dalla contaminazione del virus non è pienamente possibile con una mascherina: la sua efficacia, in questo senso, è limitata. Portarla in spazi ristretti o mal ventilati potrebbe aiutare ad evitare la caduta di goccioline di saliva emesse dalle altre persone, ma in un ambiente all’aperto l’impiego non è molto efficace.

Stati Uniti

Volendo riferirsi alle raccomandazioni dei Centers for Disease Control and Prevention, le persone in salute non devono avere né mascherine né maschere respiratorie per proteggersi dalle malattie polmonari, compreso il Covid-19. Il Chirurgo Generale degli Stati Uniti ha invitato i cittadini su Twitter a smettere di procurarsi questi dispositivi.

Regno Unito

È un ruolo molto importante quello che le mascherine ricoprono in luoghi come gli ospedali, ma esistono poche prove sui benefici per il grande pubblico.

Germania

Generalmente, non esistono elementi sufficienti che provano che indossare la mascherina chirurgica riduce in maniera considerevole il rischio di infezione, per una persona in buona salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, portarla in contesti in cui non è necessario può creare un falso senso di sicurezza, inducendo a trascurare le misure di igiene di base come un efficace lavaggio delle mani.

Corinne Couté

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