Per sconfiggere la sordità, OMS va in campo: gestione efficace e costi più bassi

Politiche

A Ginevra, i delegati di centonovantaquattro Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si sono radunati in assemblea a fine maggio. © OMS

Tra i migliori interventi di prevenzione in audiologia, il trattamento tempestivo dell’ipoacusia risulta essere ottimale sia per il paziente sia per il sistema sanitario: se ne sono accorti anche all’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nella settantesima assemblea ha approvato una risoluzione.

La questione è che molti casi di sordità potrebbero essere evitati: ne basterebbe anche uno soltanto, per cambiare significativamente il corso della vita di quel paziente. Di fatto, si tratta della possibilità di cancellare l’handicap, contribuendo al ripristino uditivo. È pertanto un dovere istituzionale lavorare con impegno affinché le organizzazioni sanitarie siano in grado di gestire con successo le storie cliniche che, con semplici interventi di riabilitazione, possono essere considerate risolte. Per di più, comportando notevoli benefici economici ai sistemi nazionali, poiché costa molto meno investire per prendere in carico un paziente con diagnosi e terapie precoci di quanto avvenga pagando il peso sociale di una disabilità non curata: si stima, infatti, che l’ipoacusia non trattata a livello globale incida per almeno settecentocinquanta miliardi di dollari l’anno. Un discorso logico, ma prima di tutto giusto ed eticamente necessario, che il settore dell’audiologia da tempo sottolinea ma che, finora, in rari momenti aveva davvero valicato i confini specialistici degli operatori.

Benvenuto caloroso, dunque, merita la risoluzione dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità che, nel corso della settantesima assemblea tenutasi a Ginevra a fine maggio, ha approvato finalmente interventi mirati e ufficiali per contrastare la sordità e la perdita uditiva: «I delegati – ha comunicato l’ufficio stampa dell’istituzione – hanno concordato di intensificare l’azione preventiva. Circa trecentosessanta milioni di persone nel mondo vivono con un’ipoacusia invalidante, inclusi trentadue milioni di bambini e circa centottanta milioni di anziani. Quasi il 90% si trova in Paesi a basso e medio reddito, che spesso non dispongono di risorse e strategie per affrontare il problema. La nuova risoluzione invita i governi ad integrare le strategie per la salute dell’orecchio e dell’udito nell’ambito dei sistemi sanitari primari; ad istituire programmi di formazione per operatori sanitari; ad incrementare i programmi di prevenzione e di screening per le categorie ad alto rischio; e a migliorare l’accesso a prodotti e a tecnologie assistive per l’udito convenienti, costo-efficaci e di elevata qualità. Essa sottolinea l’importanza di assicurare l’accesso universale alla prevenzione e alla cura. La risoluzione – conclude il portavoce dell’OMS – ha anche invitato il Segretariato a preparare una relazione mondiale sull’udito e a fornire un sostegno ai Paesi per aiutarli a ridurre l’ipoacusia, comprese le forme causate dall’esposizione al rumore». L’iniziativa, chiaramente, è stata accolta con entusiasmo dagli operatori del settore, non ultimi i marchi produttori di dispositivi e ausili come impianti cocleari e apparecchi acustici: Cochlear e Med-El, in particolare, hanno salutato la risoluzione con comunicati stampa e parole di soddisfazione.

Info: OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità.

C. P.

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