È la ricerca scientifica a ruotare intorno al paziente al 61° EUHA Hannover 2016

Conferenze

L’iperacusia e gli acufeni sono il tema della ricerca di Hashir Aazh. © K. H.-M.

Accanto alle centinaia di espositori venuti a presentare novità tecnologiche e innovazioni, il 61° congresso EUHA ha offerto ai partecipanti un programma scientifico ricco e vario, composto da una trentina di conferenze e workshop. Ne proponiamo alcuni estratti, con la collaborazione di tre esperti.

Hélène Amieva (Bordeaux, Francia): «Gli apparecchi acustici attenuano il declino cognitivo degli anziani affetti da ipoacusia»

Non riabilitare la sordità negli anziani accelera il declino cognitivo, sostiene Hélène Amieva. © K. H.-M.

Hélène Amieva si è rivolta agli audioprotesisti presenti ad Hannover, Germania, esponendo i risultati dello studio dell’Inserm sulla relazione fra perdita di udito e declino cognitivo. È allarmante il punto di partenza: trentacinque milioni di persone soffrono di demenza, e questo numero potrebbe crescere nei prossimi cinquant’anni. La ricercatrice si è basata su un ampio campione rappresentativo di persone anziane, noto per essere uno dei primi al mondo, denominato Paquid. Avviato alla fine degli anni 1980, è composto da circa quattromila partecipanti di sessantacinque anni e più, selezionati in Gironda. Ogni due anni uno psicologo va a casa loro e raccoglie numerosi dati di tipo sociologico, demografico e comportamentale, raggruppati in una trentina di criteri. Il punteggio consente poi di valutare le loro facoltà. Le risposte sono anche state classificate in due categorie, fra chi porta ausili uditivi e chi no.

I risultati sono convincenti: coloro che non indossano i dispositivi mostrano un declino cognitivo più importante degli altri e, soprattutto, i pazienti audioprotesici presentano una traiettoria cognitiva paragonabile alle persone che non sono affette da sordità. Ora il gruppo di ricerca lavora su altre correlazioni, fra l’ipoacusia e la disabilità, o la morte. Anche se i risultati non sono ancora ufficiali, e Amieva non resiste «alla tentazione di divulgarne alcuni», sembra che mostrino un legame fra la perdita di udito e questi fattori.

Nicholas Reed (Baltimora, Stati Uniti): «Sordità e invecchiamento in buona salute: considerazioni epidemiologiche»

Per invecchiare in buona salute aiuta l’attività sportiva, secondo Nicholas Reed. © B. S.

Il ricercatore americano è partito da un paradosso: una qualche forma di sordità viene considerata come aneddotica per un anziano, anomala invece per un ragazzino di dodici anni. Eppure i rischi legati all’ipoacusia nel paziente pediatrico – depressione sociale e ostacolo allo sviluppo del linguaggio, fra gli altri – sono noti. Che cosa succede per le persone in età senile? Il ricercatore lavora da due anni sul concetto di invecchiamento in buona salute. Praticare un’attività sportiva o essere attorniato da bambini può essere, ad esempio, efficace per combattere la demenza. Inoltre il gruppo americano si è interessato allo sviluppo cognitivo e si è chiesto se l’età in sé indebolisce la salute, oppure lo fanno l’ipertensione, i problemi cardiovascolari o anche i fattori socioeconomici.

Per saperne di più e impostare i tuoi parametri.">