Nostra intervista globale: l’amministratore delegato di Amplifon Franco Moscetti

Jan-Fabio La Malfa, Audio Infos Germania. Quale importanza ha oggi il mercato europeo a confronto con quelli nuovi o emergenti? L'Europa potrà uscire dalla crisi nel prossimo futuro, in base al suo punto di osservazione? Quali prospettive aspettano il Vecchio Continente? E, al suo interno, vede disparità fra i diversi Paesi?

Franco Moscetti. Per quanto riguarda la crisi europea, la soluzione andrà ricercata in diversi modi, considerando la cultura, le abitudini, la presenza o meno di un terzo soggetto pagatore, nei differenti Paesi. La personalizzazione, per così dire, a seconda del luogo in cui si opera, è fondamentale. Ad esempio, esistono differenze marcate fra Stati Uniti ed Europa: l’economia americana sta andando bene, sebbene il sistema non si basi su sovvenzioni statali o rimborsi per gli apparecchi acustici e si possa contare su un mercato quasi esclusivamente privato. Qui da noi i sistemi di rimborso possono diventare una minaccia, l’età media dei clienti di audioprotesi è di settantadue anni. Se pensiamo invece alla cultura dell’India, dobbiamo chiederci se è opportuno creare un’esigenza che ancora manca o coprire soltanto il fabbisogno esistente. Dobbiamo immaginare la difficoltà a sentire come un problema sociale, che può portare conseguenze anche gravi, come un incidente stradale: dunque, la sensibilizzazione è necessaria come riflessione per impedire l’esclusione degli ipoacusici dalla società.

Ma non c’è da preoccuparsi per il mercato europeo: anche se il 2014 non sarà facile, la situazione rimarrà stabile. Certo, in alcuni Paesi si lavora a fatica, ma questo non significa che la situazione generale in Europa sia tesa. Esistono regioni, addirittura, che suggeriscono ottimismo per il futuro, nonostante i problemi esistenti: la Spagna, ad esempio, che è un Paese con gravi problemi economici, non dispone di sovvenzioni statali o private nel settore sanitario, ma sta partendo da un livello basso dunque, in linea generale, registra un aumento della domanda di apparecchi acustici. Davvero non ci si può lamentare, soprattutto se confrontiamo la nostra situazione con quella di altri settori. Ad esempio, in Germania, l’anno scorso non è stato esattamente brillante, ma i sussidi per il sistema dei prezzi di riferimento hanno aiutato molto. Non è certo una ragione per brindare, ma un passo che merita riconoscimento. Le cose cambiano sempre, in positivo e in negativo.

Naturalmente, oggi lavoriamo meglio nei mercati emergenti: in India cresciamo ad un tasso di tre zeri ogni anno, ma partiamo da numeri molto piccoli. Se pensiamo che là vive un miliardo di persone, i nostri novanta negozi rappresentano un tasso di copertura di gran lunga inferiore a quello di Milano. Ma fra cinque anni ci aspettiamo che l’India offrirà un contributo importante alla nostra crescita.

Jan-Fabio La Malfa. Quanto investe Amplifon nella formazione? Esiste una differenza nella formazione fra i Paesi in cui la vostra azienda è presente? Come garantite una buona formazione, ad esempio, in Yemen o in Giordania?

Franco Moscetti. Nel nostro Centro di Ricerche e Studi Amplifon, la scuola che si trova al piano terra della nostra sede di Milano, non formiamo soltanto audioprotesisti italiani. La nostra idea è quella di formare i formatori a livello centrale: ecco perché docenti provenienti da tutto il mondo vengono qui per ottenere le informazioni e la qualificazione di cui hanno bisogno, per poi formare adeguatamente il personale nei loro rispettivi Paesi. È la garanzia che tutti gli undicimila dipendenti di Amplifon dispongono dello stesso livello di qualificazione e dello stesso approccio professionale nei confronti dei nostri clienti.

Ma non è soltanto l’input che arriva da Milano che si deve considerare. È anche lo scambio reciproco di idee e informazioni tra le diverse aree che ci rende forti. Prendiamo ad esempio National Hearing Care – NHC, acquisita nel 2010 e presente in Australia, Nuova Zelanda e India: abbiamo deciso di esportare il loro contact centre anche in altri Paesi, vista la provata efficacia. Oggi, il nostro vantaggio reale rispetto a tutti gli altri operatori è che possiamo contare su un’esperienza internazionale e su best practises acquisite in oltre sessant’anni di esperienza e possiamo raccogliere idee in tutto il mondo.

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