Il SUN Test italiano alla conquista dell’America

Screening uditivo dell’adulto

Alessia Paglialonga, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (CNR IEIIT) a Milano, prima presso l’Istituto di Ingegneria Biomedica (CNR ISIB). © C. P.

Dall’esperienza di un gruppo di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto di Ingegneria Biomedica (CNR ISIB) a Milano, l’analisi della comprensione del parlato nel rumore esce nelle strade, fa scuola, incontra gli studiosi del mondo ed ottiene un posto di rilievo nell’American Journal of Audiology.

A colloquio con Alessia Paglialonga, ricercatrice.

Tutto è cominciato dalla constatazione che esiste un’importante zona grigia, nella vita uditiva di un adulto, che va dagli albori di un’ipoacusia fino ai sintomi più evidenti, sulla quale sarebbe interessante fare luce al fine di una diagnosi quanto più precoce e tempestiva possibile. Ma che, come tutte le zone grigie, si presenta invisibile, spesso difficile da raggiungere, di certo quasi dimenticata. È dunque una sfida tecnica, prima che sanitaria, quella che è stata raccolta con successo da un gruppo di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, attivi presso l’Istituto di Ingegneria Biomedica (CNR ISIB), sede di Milano, e ora presso l’Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (CNR IEIIT). Alessia Paglialonga e Gabriella Tognola, sotto la guida di Ferdinando Grandori, hanno così elaborato e sviluppato un nuovo test per lo screening audiologico dell’adulto, specificamente concepito per esaminare le abilità uditive in uno dei contesti di più difficile ascolto, ovvero la comprensione della parola nell’ambiente rumoroso.

Il SUN Test, dove appunto SUN sta per Speech Understanding in Noise, è una metodologia di analisi semplice quanto rivoluzionaria, che è già stata provata su migliaia di individui di ogni età non soltanto in qualche asettico laboratorio, ma soprattutto per le strade, nei luoghi dell’aggregazione, dove in realtà le persone vivono ogni giorno, grazie a caratteristiche peculiari importanti come una struttura agile di supporto e un tempo ridottissimo di esecuzione.

Basato sull’intelligibilità di singole consonanti attraverso stimoli VCV (Vocale-Consonante-Vocale), in una prima fase vi si sono sottoposti anche i colleghi ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, gli studenti, i ricercatori e i docenti del Politecnico di Milano, presso il quale l’Istituto ha sede. Hanno inoltre partecipato alla fase di sviluppo centinaia di soggetti volontari di tutte le fasce d’età, in maniera da permettere la definizione ottimale delle modalità di test. Ad oggi, oltre al test in italiano ne sono state sviluppate diverse lingue versioni (inglese, tedesco, francese), e nuove versioni in portoghese, spagnolo e cinese mandarino sono attualmente in via di adattamento.

Evidenze scientifiche crescenti confermano che la priorità per lo screening audiologico degli adulti è identificare le difficoltà del quotidiano, in condizioni di ascolto realistiche: per questo non si dovrebbe più parlare solo ed esclusivamente di misurazioni della sensibilità uditiva – in termini di soglie – ma anche di misure dell’acutezza uditiva, ad esempio la performance sopra-soglia costituita dalla comprensione della parola in presenza di rumore di fondo. E, partendo da questo principio, l’obiettivo dello studio di sperimentazione del SUN test è stato proprio quello sviluppare un nuovo test speech-in-noise per lo screening audiologico degli adulti. Da quando, nel 2009, lo sviluppo del test è stato avviato, il gruppo di ricerca ha esaminato e testato un'ampia e varia popolazione di oltre seimila soggetti, di età compresa fra i quattordici e i novantacinque anni, caratterizzata da diversificate soglie e configurazioni audiometriche, e l'ha fatto sia in ambienti controllati, come laboratori, ospedali, cliniche e farmacie con basso rumore di fondo, sia presso strutture e centri di aggregazione, fra cui la rete delle Università della Terza età, che in spazi aperti e rumorosi (~ 65 dB A) come strade, piazze, centri commerciali.

Il metodo SUN elaborato è un test specifico per lo screening della sordità, risultato efficace in particolare per alcune peculiarità: è veloce, richiedendo meno di un minuto per orecchio, anche nei soggetti di età più avanzata; è automatico; è facile da effettuare e da interpretare; è anche convincente (riflette, cioè, le reali difficoltà di ascolto nella vita quotidiana), è robusto e stabile anche in presenza di elevato rumore ambientale; è ripetibile e affidabile. Si basa sul riconoscimento di una serie di stimoli linguistici senza significato, prodotti nel contesto di un rumore di fondo, e produce tre possibili risultati, dall'evidenza visiva immediata e semplice come un semaforo: colore verde per “nessuna difficoltà di ascolto”, giallo se “si consiglia una visita audiologica”, rosso nel caso in cui “si raccomanda una visita audiologica”.

Il SUN test – è stato dimostrato – conferma le misurazioni cliniche convenzionali della funzione uditiva, inoltre non viene influenzato dall’età del paziente e non viene percepito come complesso o difficile, risultando pertanto bene accetto; funziona indipendentemente dal livello di rumore ambientale e, per la sua configurazione flessibile che si adatta anche su piattaforme e dispositivi portatili, è adatto agli ambienti più vari, dalle cliniche alle sale di attesa, dai centri acustici alle farmacie.


L'eredità della conferenza AHS 2012

Una platea importante e prestigiosa, composta da colleghi di tutto il mondo, fu quella della conferenza AHS 2012: Adult Hearing Screening, appunto lo screening audiologico dell'adulto, fu il tema della seconda edizione dell'evento organizzato proprio dal direttore del team di ricerca Ferdinando Grandori e da Alessia Paglialonga, a Cernobbio (Como) nel giugno 2012. In quella sede, Alessia Paglialonga a nome del gruppo illustrò ai presenti il SUN Test e le sue applicazioni, dettagliando i risultati della sperimentazione, e il gruppo italiano ebbe l'occasione di confrontarsi con altri professionisti rappresentativi del sapere del globo intorno all'udito. Basta uno sguardo ai dati sulla provenienza dei partecipanti, per averne la conferma: centotrentacinque dall'Europa, corrispondenti al 52%; ma la restante metà arrivati da fuori continente, in particolare il 17% (quarantacinque) da Asia e Medio Oriente, il 16% (quarantadue) da Canada e Stati Uniti, sedici ovvero il 6% da Australia e Pacifico, tredici – 5% – dall'America del Sud e undici – il 4% – dall'Africa.

L'eredità di quella conferenza fu addirittura più preziosa del patrimonio culturale e scientifico condiviso nel consesso comasco: infatti, raccogliendo con entusiasmo l'invito degli organizzatori nostrani, molti importanti studiosi sui più attuali temi dell'audiologia contemporanea accettarono di partecipare con i propri contributi scientifici a tre Research Forum sull’udito nell’adulto e nell’anziano, pubblicati nel corso del 2013 sull'American Journal of Audiology. Il primo di questi Research Forums, relativo allo screening uditivo nell’adulto, è comparso nel fascicolo numero 22(1) del mese di giugno 2013, mentre gli altri due, relativi rispettivamente allo studio dei meccanismi di degenerazione dell’udito nell’adulto e nell’anziano, e alle più recenti e avanzate terapie per la sordità, saranno pubblicati nel fascicolo numero 22(2) del mese di dicembre, e sono già in gran parte disponibili nella versione online del giornale.

L'intento divulgativo dell'iniziativa è dichiarato dal curatore stesso del Journal, Larry E. Humes dell'Università dell'Indiana, che nel suo editoriale si dice molto soddisfatto di migliorare l'accesso agli studi emergenti in audiologia e di fornire a clinici e ricercatori così interessanti spunti di riflessione per lo svolgimento del loro lavoro. Il forum si presenta come un dialogo scientifico a distanza sullo screening uditivo di adulti e anziani, come spiegato nell'introduzione da Ferdinando Grandori e Alessia Paglialonga, e comprende contributi di Adrian Davis e Pauline Smith del Regno Unito sui problemi relativi alle politiche sanitarie in tema di screening, del citato team italiano che riferisce sul SUN Test, di un gruppo tedesco di Oldenburg guidato da Melanie Angela Zokoll che relaziona sui diversi test di parlato nel rumore per screening multilingue e diagnostica, di Barbara Weinstein del CUNY di New York che presenta un toolkit per lo studio della funzione otologica di screening degli anziani, di Chryssoula Thodi dell'Università Europea di Cipro che a nome di molti altri colleghi ha firmato un lavoro sul monitoraggio e sui risultati dello screening audiologico per adulti, infine di Anouk Linssen del Centro Medico Universitario di Maastricht e altri studiosi olandesi su costi e benefici di un programma di screening uditivo e riabilitazione in case di riposo per anziani nei Paesi Bassi.

L'udito dell'adulto in Europa: AHEAD III

L'invecchiamento nel mondo occidentale è ormai un dato di fatto: il 28% della popolazione europea entro il 2020 avrà oltre sessant'anni. Inoltre, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la sordità è la prima tra le venti cause di disabilità da moderata a severa: 278 milioni di persone ne soffrono sul pianeta. Il disturbo si profila come una delle principali e più comuni emergenze sanitarie croniche fra gli adulti, e il suo lento e progressivo processo contribuisce a creare condizioni invalidanti quasi senza che l'individuo se ne accorga. Questa è una delle ragioni per cui anche la diagnostica e la riabilitazione vengono spesso trascurate.

Anche i programmi di screening sono carenti, in generale, anche perché la sordità viene spesso considerata il problema meno grave in un quadro patologico complesso com'è di frequente quello degli anziani. Tuttavia, da più parti arriva l'impegno a far sì che il test dell'udito diventi sempre più parte delle cure di routine: diversi progetti-pilota, in Europa, sono stati condotti negli ultimi anni a proposito dell'audiologia nell'adulto, e sono già disponibili sia dati sia modelli di test che la ricerca ha valutato come efficaci. È importante precisare, peraltro, che il valore di un buon metodo consiste nel misurare non soltanto la perdita uditiva, ma in particolare la disabilità uditiva, ovvero quanto l'abbassamento delle performance uditive insiste sulle condizioni psicofisiche generali e la qualità della vita del paziente.


Il progetto europeo triennale “AHEAD III – Assessment of Hearing in the Elderly: Aging and Degeneration – Integration through Immediate Intervention”, realizzato con il coordinamento della Commissione Europea, coordinato proprio dall'Istituto di Ingegneria Biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Milano, ha coinvolto diciassette partner europei e ventotto esperti esterni indipendenti, proponendosi di esplorare strategie e nuove soluzioni per lo screening e il trattamento delle disabilità uditive di adulti e anziani. A partire dal modello ICF – International Classification of Functioning, Disability and Health dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, gli esperti hanno elaborato un nuovo modello biopsicosociale della disabilità uditiva, concordando sul fatto che l'informazione su una disabilità fisiologica è soltanto una parte dell'esperienza di vita dell'individuo, che non considera ad esempio le sue reazioni, le sue emozioni e il cambiamento affrontato nelle sue attività quotidiane e di relazione. Tre differenti livelli di disabilità, pertanto, che distinguano tra le funzioni dell'organismo, le attività e il grado di partecipazione, devono comportare tre diversi livelli di intervento riabilitativo.

Un capitolo significativo dell'AHEAD III è dedicato alle cause e alla conseguenze della presbiacusia, con un'indagine dei fattori eziologici ed epidemiologici: i dati raccolti costituiscono la base di ulteriori ricerche sulla degenerazione anatomica e fisiologica del sistema uditivo. Inoltre, sono stati revisionati tutti i contributi scientifici presenti in letteratura sull'impatto psicologico e sociale della sordità. I partner sono poi stati invitati ad elaborare un protocollo di test dell'udito, finalizzato ad individuare in particolare i disordini dell'elaborazione centrale uditiva anche in relazione all'età, per lo studio longitudinale BASE II, finanziato dal Ministero Tedesco dell'Educazione e della Ricerca, che interesserà i settantenni nel periodo 2009-2039.

A proposito di metodiche e tecniche di screening, sono state considerate diverse tecnologie: audiogrammi sui toni puri, questionari, speech test, test del sistema centrale uditivo, otoemissioni acustiche, potenziali evocati uditivi, screening via Internet e telefono, screening genetici. Tutte sono state valutate sulla base di vari fattori: target del test, sensibilità, specificità, attendibilità, durata, limiti di età, requisiti di funzioni o abilità o compiti, necessità di addestramento di pazienti ed esaminatori, interpretazione dei risultati, dipendenza da educazione o cultura o lingua dei soggetti interessati, necessità di ambienti controllati dove eseguire i test, capacità di offrire un risultato pass/refer, maneggevolezza della tecnologia, requisiti igienici, accettazione da parte del paziente, costi per persona testata. Oltre alle metodiche, i ricercatori si sono concentrati anche sulle strategie di intervento conseguenti allo screening e, a tal proposito, un progetto-pilota è stato condotto a Cipro su più di duemila anziani di organizzazioni di pensionati e centri sociali, e diverse altre iniziative di screening e intervento per adulti e anziani, molte delle quali sviluppate proprio in Italia.

Il progetto AHEAD III ha contribuito a dar vita alla prima edizione della conferenza internazionale AHS, Adult Hearing Screening, che si è tenuta a Cernobbio nel 2010 ed ha coinvolto specialisti in audiologia, otorinolaringologia, scienze dell'udito, disordini della comunicazione, ingegneria biomedica, psicologia, genetica, neurologia, geriatria, amministrazione della sanità, epidemiologia e altre aree di pertinenza, avviando una tradizione di importanti e prestigiosi appuntamenti biennali che si è ripetuta nel 2012 e, nel 2014, sarà riproposta nell'evento HEAL – HEaring Across the Lifespan, in programma sempre a Cernobbio, sul lago di Como, dal 5 al 7 giugno (www.heal2014.org).


La videointervista

Alessia Paglialonga, ingegnere ricercatrice del CNR, dalla sede presso il Politecnico di Milano illustra il test sviluppato insieme al gruppo coordinato dal professor Ferdinando Grandori per la comprensione del parlato nel rumore: SUN, ovvero Speech Understanding in Noise, Test.

Claudia Patrone

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