Hanno bisogno di sentire bene, gli anziani che sono isolati in epoca Coronavirus

Prevenzione

Zona Lockdown visto dalla Stampa Estera. © Chris Warde-Jones / The Daily Telegraph

Ritirati in casa per non contagiarsi, con l'esigenza di comunicare a distanza con familiari e figure quotidiane di riferimento, pure risultando predisposti alla tecnologia, non è facile, per gli anziani che soffrono di sordità. Ascoltare, parlare e capire, ora, sono i nuovi obiettivi dell'esistenza.

Già rappresentante italiano del World Hearing Forum, agenzia globale impegnata nella prevenzione dei disturbi uditivi, Mauro Menzietti è il presidente ANA – Associazione Nazionale Audioprotesisti, fotografato qui con Shelly Chadha, funzionaria del Dipartimento per la Prevenzione Cecità e Sordità dell'OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità. © Mauro Menzietti

Ha infatti pensato alla condizione che costringe le persone a restare lontane le une dalle altre, il presidente delle aziende audioprotesiche italiane, nel formulare l’appello che è rivolto a non sottovalutare la prevenzione audiologica. Una condizione in cui la comunicazione avviene per lo più a distanza, dove è necessario abbinare la nuova realtà che stiamo vivendo ad un'esistenza che già affrontava le difficoltà legate ad abilità uditive compromesse dall’ipoacusia: in tal modo si ottiene un problema che assomiglia addirittura ad un'emergenza, aggravata dall'epidemia da Coronavirus. A ben vedere è ciò che accade agli anziani, che rappresentano la categoria più a rischio di contagio e che, all’attuale bisogno dell'isolamento domestico, aggiungono assai spesso la fatica dell'ascolto. I lunghi mesi che stanno trascorrendo, che hanno visto drasticamente ridurre le attività non essenziali da parte della popolazione, non hanno mancato di colpire anche i centri acustici: nonostante, infatti, dal governo gli audioprotesisti siano stati considerati, fin dall'inizio della primavera, professionisti sanitari necessari alla collettività anche in pieno lockdown, agli addetti ai lavori non è passato inosservato il calo di clienti che hanno creduto di poter rimandare gli appuntamenti con la riabilitazione. A questo è seguito l'accorato appello dell'ANA – Associazione Nazionale Audioprotesisti, che raggruppa le aziende del settore ed è presieduta dall'abruzzese Mauro Menzietti, che ha condiviso pubblicamente l'allarme: «Non trascuriamo l'udito, i nostri anziani rischiano l'isolamento».

Il rischio dell'isolamento sociale per gli anziani si aggiunge all’abituale fragilità

L’esperto del settore – e audioprotesista egli stesso – esprime la preoccupazione degli operatori che ben conoscono le conseguenze della mancata riabilitazione: «Stiamo attraversando una forte emergenza, che da mesi colpisce gravemente le categorie deboli e svantaggiate. Gli ipoacusici sono tra queste, maggiormente esposti al rischio isolamento. Per questo lancio un accorato appello: non trascuriamo il loro udito». E gli anziani costituiscono una fascia della popolazione ancora più fragile: «Giustamente agli anziani è stato consigliato di stare in casa, per proteggerli dal rischio di contagio. Una necessaria misura di prevenzione che, però, ha avuto ripercussioni negative, in particolare sugli anziani ipoacusici, che ora fanno i conti con problemi di comunicazione trascurati da anni».

Durante il primo lockdown italiano, nella Città del Vaticano, la suora della comunità di Madre Teresa qui ritratta pregava con mascherina e guanti protettivi: l'Associazione Stampa Estera ha esposto in mostra ai Musei Capitolini di Roma le fotografie più significative dell'epidemia dal punto di vista italiano. Da “Lockdown Italia visto dalla Stampa Estera”. © Pablo Esparza / Heraldo de México

Dopotutto, anche la barriera causata dall'abitudine – ancorché necessaria – di indossare le mascherine ha contribuito ad aggravare il disagio: «Esattamente. Purtroppo questo disturbo è spesso ignorato, eppure l'udito rappresenta un senso fondamentale di aiuto alle relazioni sociali. In questa particolare contingenza è emerso chiaramente: le mascherine ostacolano la comunicazione, i contatti sociali sono limitati, difficili, sono contatti a distanza e il senso di isolamento è maggiore. Chi soffre di ipoacusia, infatti, spesso si affida alla lettura delle labbra o ad espedienti di vario tipo legati al contatto fisico, per interpretare una comunicazione».

A tutto questo si aggiunge generalmente lo stigma, che costituisce ancora un ostacolo alla protesizzazione, anche se il cambio di paradigma che l'epidemia è destinata ad imporre potrà forse anche modificare il modo di pensare in questo senso: in un mondo che deve proteggersi con il distanziamento interpersonale, il buon udito diventa un mezzo di grande interesse – vitale, si potrebbe dire – per garantire la comunicazione. Magari questo potrà fare evolvere la mentalità della gente. Ragiona Menzietti: «Il problema infatti è soprattutto culturale. Per questo, più di dieci anni fa, con alcuni collaboratori ho fondato “Nonno Ascoltami! - Udito Italia Onlus”, con la missione specifica di sensibilizzare ed informare correttamente i cittadini. Abbiamo iniziato in poche piazze ma, ben presto, le nostre campagne si sono diffuse in tutta Italia, fino ad avviare una collaborazione con il Ministero della Salute e con l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Crediamo fortemente nell'utilità sociale del nostro messaggio, confermata dalla gratitudine dei tantissimi cittadini che, incoraggiati dalle nostre attività, riescono ad affrontare il problema. Ogni anno organizziamo campagne di sensibilizzazione nelle piazze dove, nei mesi di settembre e ottobre, le iniziative vengono integrate da partecipatissime occasioni di prevenzione. L'abbiamo fatto anche nel 2020, in misura ridotta e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, ma abbiamo ritenuto doveroso, proprio in questa situazione così particolare, continuare a diffondere il nostro messaggio di prevenzione».

Dubbi sul fatto che la cura dell'udito non vada trascurata, men che meno in tempo di pandemia, dunque non ne restano. E questo valga al pari di numerose altre necessità e buone pratiche per mantenere la salute. I centri acustici sono organizzati per svolgere le attività in totale sicurezza, su appuntamento, in molti casi anche a domicilio, per non lasciare a se stessi i pazienti che hanno bisogno di aiuto. Raccomanda il presidente: «Ormai tutti gli studi sono concordi: per gli anziani, una sana vita di relazione è indispensabile per la sanità fisica e mentale. L'OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità ha acceso un focus importante sui rischi connessi all'isolamento, dedicando al tema campagne di comunicazione mirate in cui si raccomanda proprio di sostenere gli anziani, di stimolarli e di sollecitarli a non abbandonare le normali abitudini di vita».

A cura di Claudia Patrone

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