Il primo studio sulla sofrologia: efficace sull’acufene, ne limita la percezione

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Firma lo studio la sofrologa francese Patricia Grévin. © DR

Hanno elaborato un protocollo usato come parte del trattamento del disturbo audiologico degli acufeni, che ha mostrato risultati incoraggianti: esperti francesi hanno pubblicato il loro lavoro scientifico negli European Annals of Otorhinolaryngology, Head and Neck Diseases. I risultati in dettaglio.

In riferimento allo studio "First assessment of sophrology for the treatment of subjective tinnitus", pubblicato negli European Annals of Otorhinolaryngology, Head and Neck Diseases, figurano ricercatori francesi fra i massimi esperti dell'argomento: firmataria principale è Patricia Grévin, sofrologa e fondatrice del Polo Sofrologia e Acufeni di Parigi, inoltre autori sono la collega sofrologa Claire Duval e tre medici otorinolaringoiatri, fra cui Martine Ohresser del Centro di Esplorazione Otoneurologica e autrice di un libro sugli acufeni, Michel Kossowski dello stesso istituto e Alain Londero del Servizio di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale dell'Ospedale Europeo “Georges-Pompidou”. Formulare una valutazione dell'efficacia della sofrologia nella gestione degli acufeni soggettivi è stato l’obiettivo dello studio, che ha misurato la diminuzione della percezione di questi disturbi da parte dei pazienti. «In qualità di sofrologa ho ricevuto soprattutto persone con problemi di udito e di acufene, a volte moderato, a volte invalidante», ha spiegato Grévin. «Grazie agli anni trascorsi in studio con questi soggetti, ho potuto affinare gradualmente ciò che funzionava per offrire loro sollievo e, quindi, sviluppare un protocollo sofrologico specificamente adattato ai sintomi e al disagio procurato».

La sofrologa ha lavorato sulle numerose domande che le sono state poste dai pazienti, che le hanno confidato l'incapacità di controllare i sintomi e, a volte, la disperazione nel trovare una soluzione. «Esprimevano le loro idee negative e ossessive, le loro paure e le loro ansie legate alla presenza degli acufeni. Tutti questi punti vengono affrontati nel trattamento, che è stato strutturato nel tempo e ha portato al protocollo, che si svolge fra sei e otto sessioni per un periodo da due a quattro mesi», ha spiegato.

Mettere in relazione il cervello e la sua neuroplasticità

Misurando la procedura, che si svolge per fasi, si includono obiettivi che decondizionano gradualmente tutti gli aspetti negativi legati al sintomo. Il lavoro permette di impostare un nuovo comportamento, più adatto all'acufene. «Utilizza quattro componenti: cognitiva, per comprendere meglio il sintomo; sensoriale, per scoprire nuove percezioni corporee e uditive; emotiva, per allontanare l'ansia e ritrovare la calma; comportamentale, per diventare autonomi e gestire con equilibrio un'eventuale nuova crisi».

Obiettivo del trattamento è lasciare la persona sempre cosciente, durante la seduta di sofrologia, permettendole tuttavia di raggiungere uno stato di profondo rilassamento fisico e mentale. «Le neuroscienze parlano di neuroplasticità o plasticità neuronale, che può essere definita come la capacità dei neuroni nel nostro cervello di rimodellarsi per tutta la vita. È quindi l'esperienza, finanche lo stato d'animo del paziente, che gradualmente cambierà nel corso del trattamento con il sofrologo. Per molti sarà stato per aver potuto parlare con qualcuno che conosceva molto bene il sintomo, ad esempio io stessa sono un'ex-paziente acufenica, ma anche per avere integrato il rumore parassita nell'ambiente sonoro, per avere acquisito meno timori per il futuro e per questo disturbo, o per aver preso le distanze dal sintomo in generale», ha precisato l'esperta.

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