Fronteggiare l’emergenza Covid-19: l’impatto sull’organizzazione degli operatori

Sanità

Emergenza Covid-19 e operatori della sanità. © Altalex

Ha avuto un impatto forte e inedito, che ha richiesto e ancora richiede estesi e importanti cambiamenti nell’organizzazione del lavoro: l’emergenza Covid-19 ha spesso stravolto le dinamiche, le indicazioni e le priorità della sanità, coinvolgendo in prima linea gli operatori professionali. Dettagli.

Ha pubblicato indicazioni di comportamento tempestive la Commissione d’Albo degli audiometristi

I tecnici audiometristi lavorano sia in ospedale sia in studi professionali privati. © Amplifon

Hanno avuto un documento di indirizzo sulle buone pratiche di condotta clinica e socio-comportamentale fin dal primo giorno di lockdown, gli audiometristi italiani: la Commissione d’Albo di questi tecnici deputati alla diagnostica audiologica ha inteso così consigliare e supportare i colleghi professionisti impegnati sia negli ospedali sia in studi privati. Nel primo caso, le disposizioni a cui attenersi sono le stesse che la struttura sanitaria ha predisposto per tutti gli operatori; nel secondo, spetta al titolare la responsabilità di redigere ed attuare le procedure idonee a garantire la salvaguardia della salute di lavoratori e utenti. L’erogazione delle prestazioni è condizionata dall’adozione di misure preventive e organizzative in linea con le disposizioni vigenti. Innanzitutto, programmare gli appuntamenti evita gli assembramenti di persone in sala d’attesa. Va poi evitata in ogni modo la diffusione dell’infezione, gestendo i pazienti con sintomatologia respiratoria e febbre, esponendo informazioni chiare di igiene pubblica e mettendo a disposizione i disinfettanti per le mani. Per gli spostamenti, è sufficiente presentare l’apposita autocertificazione che attesta i motivi indifferibili relativi all’esecuzione di prestazioni sanitarie inderogabili, ma anche in questi casi è necessario valutare puntualmente, caso per caso, l’opportunità di sospendere o riprogrammare gli accessi terapeutici: la priorità va assegnata alla riduzione del rischio di contagio. Inoltre, è fondamentale prestare particolare attenzione ai pazienti più esposti, come gli anziani con multimorbilità o patologie croniche e i soggetti immunodepressi. Interventi indifferibili possono essere svolti previo pretriage telefonico; l’adozione di metodiche di lavoro a distanza, laddove possibile, consente di mantenere l’attività senza contatti diretti. Nel momento della prestazione, chiaramente, devono essere utilizzati gli adeguati dispositivi di protezione individuale. I locali vanno sottoposti a sanificazione ambientale con regolarità e arieggiati fra un paziente e l’altro, mentre gli arredi vanno posizionati in modo da agevolare il distanziamento interpersonale. Gli spazi di lavoro devono garantire la massima disinfezione, ai fini della riduzione delle possibilità di contrarre il virus: a tal proposito, l’associazione che rappresenta la categoria degli audiometristi sconsiglia di fare uso delle cabine silenti per le prove audiologiche, in quanto spazi chiusi, scarsamente ventilati e rivestiti di materiale poroso, destinati al passaggio ripetuto di pazienti; sacrificare la qualità dei test dell’udito, nel caso, è un prezzo che si è disposti a pagare, in una tale situazione di pandemia. Importante anche ricordare ai pazienti le precauzioni generali e di igiene respiratoria da adottare. Infine, i cinque momenti del lavaggio delle mani: prima di toccare un paziente, prima di iniziare una procedura sterile, dopo il rischio di contatto con fluidi corporei, dopo aver toccato il paziente e dopo aver toccato le superfici intorno al paziente. La Commissione d’Albo, per concludere, ribadisce l’importanza di impedire l’uso improprio di mascherine e altri dispositivi individuali che, se utilizzati in modo inutile, tolgono protezione a chi ne ha bisogno, soprattutto in caso di interventi di reale urgenza.

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