Innovare l’attività audioprotesica: «Vi presento SoftMed: la comunicazione oggi»

La formula del nostro successo, per rispondere alla domanda, a mio parere è l'agilità dell'azienda. Siamo impegnati in progetti piuttosto eterogenei, inoltre adottiamo il cosiddetto smartworking, che attualmente è divenuto un tema dominante ma si tratta di una concezione di lavoro che noi applichiamo dagli albori, anche se allora non esistevano ancora i termini per definirla, come lavorare da casa, l'esternalizzazione od outsourcing. A questo approccio vengono integrati rapporti strutturati e mirati: SoftMed interloquisce con aziende importanti, pur essendo molto piccola. In questi diciotto anni siamo cresciuti a partire da una microazienda composta da tre persone, ma siamo anche riusciti ad avere rapporti con società molto importanti a livello nazionale e internazionale.

Testing di utilizzo della web app AudioWan su dispositivo mobile. © Valentina Del Bianco

Audiology Infos. Ci presenta il suo staff e l'attività che svolgete?

Eugenio Luciani. Cito qui Marco Di Pietro, il responsabile della comunicazione e del marketing, e Francesca Rossi, titolare delle relazioni esterne e dell'amministrazione. Lo sviluppo dei software è affidato ad uno staff di eccellenza: a seconda dei progetti e delle applicazioni sono undici collaboratori, con un gruppo estremamente affiatato ed allo stesso tempo eterogeneo, composto da specialisti dotati di ogni tipo di competenza informatica. Abbiamo poi tre esperti di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, network e sicurezza informatica, che gestiscono l'infrastruttura interna, cioè il sistema nevralgico centrale dell'azienda, ma sono altresì dedicate alla nostra piattaforma privata di cloud computing. A tal proposito, tengo ad informare che il nostro software localizza i propri datacenter a San Marino, in Italia e in Francia, seguendo politiche di alta affidabilità. Cito in ultimo, come nostro plus da sempre riconosciuto, il gruppo di Customer Care Front Office, sempre pronto a dare supporto e dialogare con gli utenti. In totale SoftMed impiega oggi oltre venti persone, fra dipendenti e collaboratori professionali. Inoltre si avvale anche di un gruppo di sviluppatori web, addetti alla comunicazione online e offline ed alla progettazione grafica. Da questo punto di vista, curiamo la comunicazione a livello di social network, multimedialità e gestione del marchio per clienti web e offline.

Audiology Infos. Conoscendo da vicino il mondo audiologico italiano, quali sono le caratteristiche peculiari rispetto ai professionisti di altri Paesi, se ve ne sono? E di cosa, nello specifico, gli operatori del settore hanno bisogno, in fatto di nuove tecnologie?

Eugenio Luciani. Ci sono differenze, è sicuro. A mio parere, il cliente finale italiano ha bisogno del contatto umano, cioè della personalizzazione della relazione, e allora l'audioprotesista deve lavorare di più sul rapporto diretto, rispetto ad esempio al suo collega svedese. Poi qui si esprime un forte legame con il territorio, è una ricchezza che nei Paesi anglosassoni in parte si perde: medici di base, centri per anziani e sportivi, medicina territoriale; molti audioprotesisti lamentano di non avere il supporto dello Stato, ma in realtà non è così, perché l’Italia ha uno dei sistemi di welfare più ampi nel panorama europeo e non solo. Invece, per quanto riguarda la tecnologia, il discorso è tutt'altro. Noi siamo molto felici della cosiddetta dematerializzazione, ovvero il processo che introduce ad esempio la fattura elettronica: speriamo sinceramente che la burocrazia non lo ostacoli nei fatti con richieste estemporanee e fuori standard, come succede a certi audioprotesisti, che ricevono magari l'indicazione di compilare un campo in un dato modo, oppure di emettere una fattura globale mensile, anziché per singola prestazione come necessario. Vi sono numerosi esempi, purtroppo, di attività che l'audioprotesista non riesce più a gestire, e di eccezioni che noi come software house non possiamo affrontare in maniera standardizzata. In Italia, spesso, ancora oggi la burocrazia locale manifesta visioni particolaristiche ed egoistiche, che spesso sono espressione della pigrizia mentale del singolo operatore che lavora allo sportello, e che l’audioprotesista per ora sta un po’ subendo, in attesa di comprendere le dinamiche e di un assestamento del nuovo sistema. Un altro aspetto che può essere attuato dal punto di vista tecnologico si chiama smart retail: POS intelligente, tecnologie di prossimità che permettono di avere pagamenti più rapidi, migliore accoglienza negli uffici e nei centri acustici, maggiore efficacia nel veicolare prodotti, messaggi e servizi, esperienza più moderna. Per tutti questi cambiamenti, rivoluzionari ma a portata di mano, la tecnologia è di grande aiuto.

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