Innovare l’attività audioprotesica: «Vi presento SoftMed: la comunicazione oggi»

Intervista

Lo staff di SoftMed al lavoro. © Valentina Del Bianco

Dibattito su temi attuali come la gestione del centro audioprotesico, la sanità digitale, lo smart retail, la sfida informatica di audiologi e otoiatri. Intervista ad Eugenio Luciani, amministratore unico di SoftMed, azienda sammarinese che produce e commercializza servizi per il comparto sanitario.

Audiology Infos. La SoftMed è una realtà ormai consolidata nel panorama italiano dei servizi per l'audiologia e, più in generale, per il comparto sanitario: come si è evoluta l'esperienza della sua azienda negli anni, e qual è il successo della sua formula?

Eugenio Luciani. Siamo consapevoli e fieri di operare in un settore specialistico, che ci permette di esprimere competenze globali in modo particolare. L'azienda esiste da diciotto anni e da sedici è a San Marino nell'attuale sede, nella zona commerciale di Falciano: di conseguenza si porta dietro un vissuto, un'esperienza e una maturità che deriva da diciotto anni nell'information technology. Fra il 1997 e il 1998 cominciammo a sviluppare e realizzare software gestionale per il mondo sanitario, e in particolare per l'audioprotesi e il comparto otorinolaringoiatrico. All'epoca fummo precursori nella gestione di immagini e di video medicali di endoscopia associati alla cartella clinica, in audioprotesi e in otorinolaringoiatria; l'audiologia e la foniatria presentavano ancora una grande carenza di servizi e strumenti informatici. L'esperienza importante e formativa arrivò per noi su altri comparti sanitari attinenti all'audiologia, verso la fine degli anni '90, che diedero a me personalmente una visione di sistema: la medicina del lavoro e la medicina dello sport. Fu un germe. Nei primissimi anni 2000, infatti, capimmo che l'interdisciplinarità era imprescindibile dalla comunicazione e ci concentrammo sull'infrastruttura informatica: certo, saremmo rimasti una software house, ma era arrivato il momento di creare risorse infrastrutturali che dessero vita ad un embrione di quello che è oggi la telemedicina orientata al web, un'infrastruttura sicura con relativa piattaforma medicale. Mettiamo a frutto finalmente questo approccio, in settori molto rilevanti del tessuto socioeconomico e con interlocutori molto affermati. Credo però che il percorso di SoftMed non sarebbe stato lo stesso senza il forte impegno che abbiamo sempre profuso in progetti di responsabilità sociale: ci siamo spesi molto, abbiamo dedicato tempo, risorse ed energie in cooperazione con enti di ricerca, partecipando a forme di partecipazione pubblico-privata, cosa che ci ha garantito di vivere un'esperienza di grandi soddisfazioni dal punto di vista dei risultati, utile a livello sociale, ma ci ha richiesto parimenti ingenti sforzi dal punto di vista imprenditoriale. Abbiamo scelto di reinvestire molto e fin da subito, su noi stessi per migliorare le nostre competenze, ma anche su progetti che assicuravano soltanto un ritorno in termini di visibilità ma non economico. Ancora oggi siamo impegnati nella telemedicina, a livello intercontinentale, nel campo specifico dell'oncologia: un ponte che collega Emilia Romagna e Africa, in particolare la Tanzania. Abbiamo poi scoperto un segmento che ci ha molto appassionati, del turismo sanitario o turismo accessibile: mi sono personalmente speso affinché l'azienda dedicasse tempo e risorse a questo progetto, e finalmente oggi si vedono risultati importanti che vengono riconosciuti da tutti, dentro e fuori il mondo dell'audiologia e dell'audioprotesi. Ovvero l'assunto che l'anziano odierno, interprete di un invecchiamento attivo, tende a consumare un turismo sanitario per il quale è necessaria un'adeguata gestione della mobilità: SoftMed ci ha creduto in tempi non sospetti e adesso abbiamo la soddisfazione di presentare il nostro case history al Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Istituto di Sicurezza Sociale della Repubblica di San Marino. La nostra comunicazione e divulgazione del turismo sanitario è diventata un caso di studio sull'innovazione digitale in sanità, in seno agli Osservatori, nella categoria dei servizi sanitari erogati al cittadino. L'audiologia e l'audioprotesi rimangono il nostro argomento principale e obiettivo primo: tuttavia, ce ne occuperemo con la visione e l'esperienza che abbiamo acquisito anche in altri settori e in altri mercati. Credo fermamente che per la sanità e l’audiologia, in questo contesto particolare, il fattore vincente risieda nella visione di uno scenario ampio e al contempo nell’organizzazione di soluzioni ottimali per le concrete esigenze specifiche, a partire da innumerevoli risorse e strumenti disponibili in modo disaggregato.

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