Intervista a Fabio Gomiero, Otometrics: la nuova sfida da Biomedica, ex-Amplifon

Per quanto riguarda in particolare l’Italia, la nostra società è presente qui in modo strutturato dal 1997, anno in cui l'allora GN acquisì l’azienda di mia proprietà che produceva apparecchi endoauricolari. Allora iniziammo, con un brand praticamente sconosciuto, ad ampliare il mercato. Invece adesso siamo i protagonisti, per quanto riguarda il numero di vendite, in Italia. La ditta che avevo creato già distribuiva prodotti per l'ambiente medico e, con il supporto del gruppo danese, nel tempo siamo riusciti a conquistare quote interessanti di mercato.

Mercury è un marchio italiano, nato nel dopoguerra, che ha saputo progettare – con tecnologia propria – audiometri, potenziali evocati e altre strumentazioni. © Otometrics

Pensando agli obiettivi futuri, contiamo di essere l'azienda di riferimento per gli audioprotesisti, dal punto di vista del servizio e dell’offerta della strumentazione. Con le tecnologie innovative che presenteremo a breve, fra quest'anno e il prossimo, contiamo di rimanere il partner di riferimento dei tecnici specializzati nell’applicazione degli ausili per l’udito. Anche per la classe medica, attraverso la rete di assistenza in Italia e la competenza del personale, intendiamo perfezionare il servizio: garantiremo una continuità dell’attività rispondendo in tempi brevi ad ogni richiesta di assistenza e ci proponiamo di diventare un supporto valido per il professionista, anche per quanto riguarda la sua formazione all’utilizzo delle tecnologie diagnostiche. A tal proposito stiamo predisponendo una piattaforma per la formazione dei tecnici deputati all’applicazione protesica e alla diagnostica, e cercheremo di creare un ponte fra il momento della diagnosi e l’utilizzo delle strumentazioni. Il benessere dell’utente finale è, conseguentemente, il nostro primo e unico obiettivo. In questa fase stiamo preparando nuovi eventi formativi, come abbiamo già fatto in passato, ma la novità è che ora possiamo disporre di una struttura che ci consente di immaginare qualcosa di più articolato, che prenderà il via quando avremo consolidato meglio la nuova organizzazione del lavoro.

Audiology Infos. Può presentarsi al nostro pubblico? Chi è il presidente del consiglio di amministrazione di GN Hearing per l'talia? Quali sono stati i passaggi salienti della sua formazione e della sua carriera? Cos'ha imparato da questo ruolo e, in particolare, dal settore audiologico? Come e dove si immagina fra dieci anni?

Fabio Gomiero. Non sono laureato. Il mio lavoro nell’ambito della proposta di beni strumentali è cominciato con la vendita di macchine per il movimento terra, come funzionario di una grande azienda di distribuzione. Decisi successivamente di intraprendere un'attività indipendente e, all’inizio del 1986, ebbi la possibilità di sapere che a Padova, la mia città natale, esisteva un'azienda in fortissima crisi, che produceva però prodotti con competenza unica ed una storia di grande innovazione. Tentai il salvataggio, che tuttavia risultò impossibile. Così, informato delle opportunità di questo settore, fondai una nuova società con un giovane socio, si chiamava Crea; riuscimmo in breve tempo a conquistare una buona fetta di mercato, poiché fornivamo un’elevata qualità di apparecchi acustici. In seguito, per sviluppare meglio l'attività e far crescere quel business che sembrava così promettente, si manifestò la necessità di nuovi capitali: a quel punto mio padre entrò come finanziatore, liquidando il socio. Mio padre era stato dirigente di un'azienda ben strutturata e la sua esperienza fu importantissima: lavorammo insieme dal 1987 al 1997, creando il marchio Italiana Audioprotesi, e devo dire che riuscimmo a costruire prodotti di nostra fattura sempre più interessanti, a sviluppare tecnologie che non esistevano, raggiungendo infine un livello ambizioso ma anche, per certi versi, delicato. È quel livello, infatti, in cui o si investe ulteriormente o si cede. Decidemmo di vagliare le proposte che, in quel momento, provenivano da tre società internazionali diverse. Così liquidai la mia azienda ed iniziai a lavorare come dirigente per l’acquirente, che era appunto il gruppo GN. Per la storia che mi caratterizza credo di poter essere considerato un imprenditore puro, nel senso che mi sono impegnato per costruire qualcosa a prescindere dal settore di attività in cui operavo. In quell'epoca, gli imprenditori riuscivano a ricalcare un tipo di stimolo che adesso non è forse più possibile interpretare.

Per saperne di più e impostare i tuoi parametri.">